Le Marche picene (II parte): Offida

Nell’ultimo post, vi avevamo raccontato della splendida chiesa di Santa Maria della Rocca e del misterioso Maestro d’Offida. Lasciandola, ci dirigiamo verso il centro di Offida, con l’obiettivo di assaggiare finalmente alcuni dei prodotti enologici del territorio.

Il cuore di questo borgo è la Piazza del Popolo: un vero e proprio salotto, la cui pianta triangolare rappresenta un’ elegante chicca urbanistica. Ogni suo elemento è in accordo con il contesto; su un lato vi si affaccia il Palazzo Comunale, probabilmente edificato a cavallo dell’XI e XII secolo e ingentilito da un rinascimentale portico del ‘400.

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Dall’altra parte, invece c’è la settecentesca collegiata di Santa Maria Assunta con la sua facciata ottocentesca caratterizzata dalla fusione di più stili, anche se tendenzialmente classicista.

Proprio di fronte la chiesa troviamo lo showroom dell’azienda vitivinicola Ciù Ciù, una delle più rappresentative di questo territorio e sede della nostra degustazione di oggi. Assaggiare buon vino in una graziosa scenografia architettonica è un privilegio tutto italiano, fortunatamente caratteristica della nostra meravigliosa penisola.

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All’interno veniamo accolti con estrema gentilezza e tutto si svolge in un’atmosfera molto cordiale, quasi casalinga. Ci viene introdotta la storia dell’azienda, fondata nel 1970 dalla famiglia Bartolomei, che oggi possiede più di 150 ettari di vigneti per lo più nelle colline intorno a Offida, luogo privilegiato per la coltivazione del Montepulciano: questo vitigno infatti ama la brezza proveniente dall’Adriatico che lambisce questi pendii, che hanno un’altezza media intorno ai 300 metri; senza il verificarsi di queste condizioni quest’uva rimane molto ostica e difficilmente darà risultati qualitativamente validi.

Pecorino e Passerina, oltre al già citato Montepulciano: sono i tre i vitigni autoctoni che accompagnano l’azienda dalla fondazione, in un’evoluzione che inizia dalla vendita di vino sfuso per affinarsi in maniera costante e crescente in un produzione di qualità che è quella che la caratterizza ora. Nel tempo, grazie ad un’intensa attività di sperimentazione, hanno aggiunto anche vitigni internazionali come il cabernet, il merlot e lo chardonnay che hanno dato dei buoni risultati.

Iniziamo questo viaggio all’interno dei sapori e delle sensazioni dei vini Ciù Ciù partendo proprio da un grande classico del territorio piceno che è il “Merlettaie”, annata 2015, un pecorino in purezza che rientra nella DOCG Offida Pecorino. Il nome deriva da una delle tradizioni più importanti e conosciute di Offida, l’arte del merletto a tombolo, tramandata per cinque secoli da madre a figlia: un omaggio al paese e alle sue donne per un vino di personalità, esaltato dal passaggio in botte di rovere, che ben rappresenta il territorio.

Tra i rossi, interessante il “San Carro” 2015, un blend di uve barbera (presente tra i vigneti dell’azienda fin dalla fondazione), sangiovese e merlot; piacevole il Rosso Piceno Superiore “Gotico” del 2013, con il suo lungo finale fruttato e il suo buon corpo.  

Molto convincente secondo noi è l’Offida Rosso “Esperanto” che abbiamo assaggiato nella sua annata 2010. Si tratta di un elegante incontro tra Montepulciano, vitigno che come abbiamo visto è nella tradizione di questo territorio, e Cabernet Sauvignon, ricco del suo fascino internazionale. E’ un vino quindi che seduce già nel suo concept ma che non delude all’analisi organolettica, con il suo ampio panorama di profumi e la sua imponente architettura gustativa, equilibrata, rotonda e di gran corpo.

Molteplici sono le suggestioni che evoca rispecchiando d’altronde un territorio dove il panorama può cambiare radicalmente in poco spazio, sfumando dalla maestosità delle montagne fino alla morbide onde dell’Adriatico.

Ringraziamo quindi l’Azienda Ciù Ciù per l’accoglienza e certamente torneremo presto in questa meravigliosa regione.

 

Offida, visitata il 18 giugno 2017

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