Il taccuino #2 sapori di Romagna

Ultimi scorci d’estate in questo week end romagnolo: in un clima festante per l’invasione dei tifosi del motomondiale, che si sono scolati ettolitri di birra, ho avuto la possibilità di assaggiare ottimi vini autoctoni.

Una piacevole scoperta è stata quella del pagadebit (chlè ora) nome locale del bombino bianco: ho avuto modo di provare Strati, prodotto dall’azienda Enio Ottaviani. Abbinato con una pregevole frittura di calamari si è dimostrato un vino di qualità.

Questa ottima bevuta mi induce due riflessioni: la prima è che Ottaviani si sta confermando come una delle realtà vinicole più importanti del territorio, dosando in maniera adeguata tradizione e innovazione (lo staff è molto giovane).

La seconda riguarda invece la Romagna: un luogo straordinario di cultura e di divertimenti, con il plus della leggendaria accoglienza romagnola. È possibile che non si riesca ad inserire nel cartellone degli eventi estivi in riviera, un evento dedicato alla valorizzazione del patrimonio enologico della regione? Detto in altre parole, non c’è proprio modo di valorizzare il Sangiovese a dispetto del rum e cola e dello spritz che invece vanno per la maggiore tra i turisti? Un po’ come se andassimo in Toscana e invece del Chianti prendessimo un Gin Tonic.

Alla prossima settimana!

Ps. il nome pagadebit (chlé ora) è un’espressione dialettale che significa paga i debiti: questo perché il bombino è un’uva molto resistente che garantisce risultati anche in annate negative. Questo consentiva ai contadini di pagare i debiti dell’anno precedente.
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Last days of summer this weekend in Romagna: in a festive atmosphere for the invasion of the MotoGP fans, who drank hectoliters of beer, i could taste some good local wines.

A pleasant discovery has been pagadebit (chlè ora), local name of white Bombino: i tasted Strati, by Enio Ottaviani. Combined with a fine fried of calamari, it’s a very good wine.

This excellent drink suggest me two personal reflections: the first, Ottaviani it is conferming as one of the most interesting wineries of the territory, mixing in a good way tradition and innovation (the team is very young).

The second personal reflection is about Romagna: it’s an extraordinary place of culture and entertainment, with a plus: the legendary welcome of the local people. Is it possible that they are not to able inserting in the summer events, one dedicated to the promotion of local wine? There is no way to value the Sangiovese instead the ron e cola or the spritz that they have a great appeal between the tourists? It’s a bit like if we go in Tuscany drinking Gin instead the Chianti.

To next week. Cheers!

Ps. the name pagadebit is a local expression meaning “pay the debts”: Bombino is a strong variety of grape ensuring good results even in negative vintages. So, the farmers could pay their debts.

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