Il taccuino #7 il traminer bulgaro

Un paragone un po’ bizzarro, ma essenzialmente vero: l’uva si comporta spesso come i pittori. Possono dare il meglio di sé esclusivamente in determinati territori oppure possono adattarsi bene anche in altri centri e, spesso, ne acquistano i caratteri. Quest’ultimo è il caso di un traminer che ho assaggiato qualche giorno fa, prodotto in Bulgaria: se aggiungiamo poi che l’impostazione è piemontese, si tratta un vero e proprio inno all’eclettismo della vite.

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Il produttore è Edoardo Miroglio, di mestiere imprenditore tessile, impegnato nella  viticoltura fin dagli anni ‘80 nella zona di Alba. Nel 2002 però individua in Bulgaria un terroir che secondo lui poteva essere ideale per la produzione di vino di qualità: iniziò così questa avventura a Elenovo, a est di Sofia e a circa 130 chilometri dal Mar Nero. Nel cuore della Tracia, considerata, al tempo dei romani, un’importante zona  vitivinicola.

Il risultato è buono, il vino è gradevole: probabilmente però manca l’inconfondibile mineralità tipica dei grandi vini altoatesini, basi della magnifica architettura di quei capolavori enologici.

 

A comparison a bit ‘bizarre, but essentially true: the grapes often behaves like painters.They can give the best of themselves exclusively in certain territories or they can adapt well also in other centers, often acquiring the characters. It is the case of a traminer that I tasted a few days ago, produced in Bulgaria: if we add then that the setting is “piemontese”, it is a true hymn to the eclecticism of the vine.

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The producer is Edoardo Miroglio, a textile entrepreneur, engaged in viticulture since the 80s in the Alba area. In 2002, however, he identified a terroir in Bulgaria that he thought could be ideal for the production of quality wine: this adventure began in Elenovo, east of Sofia and about 130 kilometers from the Black Sea. In the heart of Thrace, considered, at the time of the Romans, an important wine area.

The result is good, the wine is pleasant: probably, however, the unmistakable minerality typical of the great South Tyrolean wines is lacking, the basis of the magnificent architecture of those oenological masterpieces.

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