Il taccuino #2: compleanno “gotico”

Per comprendere le cattedrali basta essere sensibili al commovente linguaggio delle loro linee sature di ombre e irrobustite dalla forma digradante di contrafforti ornati o spogli. Per capire queste linee affettuosamente modellate, guidate, e carezzate, bisogna avere la fortuna di essere innamorati. 

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La suggestiva prosa di Auguste Rodin, presa in prestito dal suo libro sulle cattedrali francesi (1), è un ottimo cappello al racconto di un compleanno un po’ particolare considerando che ricorreva il secondo giorno dall’inizio della fase 2 (o era la 3? boh!), quando sostanzialmente si è potuto tornare a circolare liberamente all’interno della propria regione di residenza. Per policy personale, in quel giorno prendo sempre un giorno di ferie dal lavoro e mi concedo un’escursione extra moenia: quest’anno l’obiettivo principale era rivedere il mare per riprendere dimestichezza con il concetto di infinito e di orizzonte dopo più di due mesi di confinamento domestico, ma lungo il tragitto, appositamente modificato, mi sono concesso una meta che avevo messo nel mirino da un bel po’ di tempo, l’Abbazia di Fossanova in provincia di Latina, a pochi passi da Priverno. 

Se a Roma è possibile trovare testimonianza di tutti gli stili principali e di tutte le epoche artistiche, farete però molta fatica a imbattervi in qualcosa di genuinamente gotico, se non in un’unica chiesa del centro (indovinello: quale? Indizio: c’è un elefantino davanti). Dovrete quindi spostarvi se avete il desiderio di visitare uno di questi edifici dalle pareti e slanciate, dove l’interazione della luce sulla nuda pietra è la decorazione stessa. Beh, io avevo ce l’avevo. E anche se nell’Urbe non ha mai attecchito, è stato proprio il Lazio, insieme alla Sicilia, a fungere da porta d’ingresso in Italia per questo stile d’oltralpe: l’Abbazia di Fossanova, consacrata nel 1208 da Innocenzo III, è proprio il primo esempio di architettura gotico cistercense nella penisola. 

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Ed ecco in una bella mattina di primavera, guidando da Frosinone in direzione mare, si attraversano Monti Lepini che, prima di digradare verso la costa, improvvisamente regalano la visione di questa meravigliosa chiesa. La prima impressione arrivando dalla strada è molto suggestiva perché, se si eccettuano poche abitazioni e un ristorante, l’abbazia si erge maestosamente solitaria nella campagna. Il luogo è famoso perché ha trascorso i suoi ultimi giorni il grande teologo domenicano Tommaso d’Aquino, ma da un punto di vista storico artistico perché è così importante? Perché è il primo esperimento (parliamo di 1163-1208), insieme alla vicina Casamari, di transizione tra il romanico e il gotico proveniente da oltralpe (la chiesa è infatti è una derivazione diretta di Altacomba, in Savoia). Non vi aspettate quindi di trovare la classica cattedrale francese o tedesca tutta guglie e slanciata all’infinito verso il cielo: l’architettura ha qui ancora un suo “peso” e una sua orizzontalità, rappresentando bene una fusione tra i due stili, quasi un momento di passaggio che poi si svilupperà nei successivi due secoli.

L’interno conserva ancora intatta la suggestione della luce sulla semplice pietra e certamente suggerisce una spiritualità silenziosa che, in fuga dalla mia rumorosa quotidianità, non posso che accogliere con piacere.

1. Auguste Rodin, Le Cattedrali di Francia, Castelvecchi Ed., 2017

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