Il taccuino #6 il vino di Matilde di Canossa

L’Italia è il paese con più varietà di vitigni al mondo, sono centinaia. Una pluralità che si manifesta attraverso il proprio genius loci di ogni fazzoletto di territorio. La ricchezza, e allo stesso tempo la particolarità, sta nella possibilità di trovare un lungo elenco di specie autoctone, molte delle quali riscoperte negli ultimi anni e nobilitate da una produzione attenta e di qualità. Lo scorso weekend ho fatto una nuova, gradita conoscenza: la spergola. Infatti mi è capitato di mangiare in una buona trattoria nella campagna reggiana e mi sono imbattuto in questo vino che, ignoranza mia, mi suonava totalmente nuovo. E in realtà non è così perché si tratta addirittura del vino che la Contessa di ferro, Matilde di Canossa, regalava a Papa Gregorio VII che lo adorava. In ossequio a cotanto giudizio, non posso che essere d’accordo col Santo Padre. Io l’ho provato in versione fermo (anche se quella frizzante è più nota): Brezza di Luna della Tenuta di Aljano, Colli di Scandiano e Canossa DOP.

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Si tratta di un vitigno autoctono di Scandiano praticamente scomparso e solo recentemente ripristinato, tanto che ancora rappresenta solo un’ infinitesimale parte delle vigne del reggiano. Una piacevole sorpresa che vi invito a provare quando passerete dalle parti della contessa!
Alla prossima

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Italy is the country with more variety of vineyard in the world, they are hundreds. A plurality that appears through the genius loci of every patch of land. Wealth, and at same time particularity, is in the possibility to find a long list of native species, many of them have been discovered in recent years and ennobled by a quality production.

Last weekend, I’ve made a new welcome knowledge: the spergola. In fact I ate in a good country inn near Reggio Emilia and I tried this wine that, for my ignorance, sounded new to me. In reality is not like that, it’s the wine that the Countess of Iron, Matilde di Canossa, gave to Pope Gregorio VII that loved it. In respect of this judgment, I agree with the Holy Father. I’ve tasted the still wine version: Brezza di Luna by Tenuta di Aljano, Colli di Scandiano e Canossa DOP.

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It’s a local variety of Scandiano virtually disappeared but recently restored, it represents an infinitesimal part of the vineyards around Reggio Emilia (the only zone in Italy). A pleasant surprise that I invite you to try when you pass by the parts of the countess!

See you soon!

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Il taccuino #5 il Colosseo

Domenica pomeriggio sono entrato all’ interno del Colosseo: magnifico. Sono andato per girare un piccolo video sul vino insieme a un mio amico ma ho avuto tempo di passeggiare un  dentro l’anfiteatro Flavio. Inutile descriverlo, anche se  la calda luce autunnale, tipicamente romana, che si irradia su questa struttura prossima ai 2000 anni è veramente qualcosa che rassomiglia a una poesia visiva. Mi è venuto in mente un libro che ho letto lo scorso anno e che si chiama Roma Caput Vini (Negri, Petrini 2011). Si tratta di un lavoro molto ben fatto che analizza l’importanza del vino nella cultura dell’antica Roma, sia come momento di piacere sia come elemento simbolico dovuto al fatto che dove arrivavano le legioni, arrivava la vite: serviva a far capire che alle popolazioni assoggettate che sarebbero rimasti a lungo, dato che la vite ci mette qualche anno per dare i suoi frutti.

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Un libro pieno di curiosità che, tra le altre cose, dimostra come grazie agli antichi romani la viticoltura si sviluppò in Francia (sarebbe curioso sapere cosa ne pensino i francesi, anche se lo immaginiamo). Inoltre con un’interessantissima indagine filologica, scopriamo che il nome di alcuni vitigni derivano dal lessico romano: traminer da terminus, confine, oppure chardonnay dal villaggio romano di Cardannacum.
Consigli per la lettura in questo autunno ancora particolarmente caldo ma già gravido di premesse di belle cose. Ma soprattutto il mio augurio è che possiate godervi quella luce del meriggio, così calda e avvolgente, baciare quelle pietre esattamente come 2000 anni fa.

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Sunday afternoon I entered the Colosseum: magnificent. I went to shoot a little video about wine, together with a friend of mine but I had the time to walk a bit inside the amphiteater Flavio. It is useless to describe it, even if perhaps the warm autumn light, tipically roman, that radiates on this architecture close to 2000 years is really something similar to a visual poetry.  

It came to my mind a book that I read last year entitled Roma Caput Vivi (Negri, Petrini 2011). It’s a good study that analyzes the importance of the wine in the culture of ancient Rome both as an element of pleasure, of course, and as symbolic element because where the legions arrived, the vine arrived: it served to make subject people understand that Romans would have remained for a long time, since the vines need some years to make their fruits.

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It’s a book full of curiosity that, among other things, demonstrates how thanks to the ancient Romans viticulture developed in France (it would be curious to know what the French think of it, even if we imagine it). Moreover, with an extremely interesting philological survey, we discover that the name of some vines derives from the Roman lexicon: traminer from terminus, border, or chardonnay from the Roman village of Cardannacum.

Advice for reading this autumn still particularly hot but already pregnant with the premises of beautiful things. But above all, my wish is that you can enjoy that light of noon, so warm and enveloping, kissing those stones exactly as 2000 years ago.

Il taccuino #4 Il gusto del Piceno e il suo eccentrico pittore

Gli ultimi giorni sono trascorsi tra il lavoro e l’apertura di diverse bottiglie. Prima che pensiate che io sia un alcolizzato, a mia discolpa lasciatemi dire che è stato un periodo pieno di compleanni e di cene: settembre d’altronde è quel periodo dell’anno che serve a riallacciare i rapporti dopo la pausa estiva. In questa sorta di happening enologico devo dire che una bottiglia in particolare mi ha colpito e, mentre la bevevo, mi ha restituito il sapore di un territorio che adoro e dove purtroppo quest’anno non sono ancora riuscito a tornare: si tratta del Piceno, quel meraviglioso tappeto di colline che da Ascoli va verso il mare.

20180923_131312La bottiglia in questione è prodotta da un’azienda che è un vero orgoglio del territorio, oltre che magnificamente gestita tutta al femminile, la Tenuta Cocci Grifoni a Ripatransone (AP). Ho degustato il loro Rosso Piceno Superiore DOC Le Torri (55% Montepulciano, 45% Sangiovese), annata 2012, fiero ed elegante rappresentante di questa tipologia.

Carlo Crivelli http://www.tuttartpitturasculturapoesiamusica.com

(Carlo Crivelli, Maria Maddalena, 1480, Rijksmuseum, Amsterdam)

Il suo gusto persistente mi ha lasciato anche una gran voglia di tornare e già non vedo l’ora perché oltre alle sue delizie enogastronomiche, il Piceno ha anche tante storie artistiche da raccontare: ad esempio potreste correre il rischio di imbattervi in qualche opera di un eccentrico pittore del ‘400, nato a Venezia, vissuto nelle Marche, ma le cui opere oggi sono ammirate soprattutto nei grandi musei internazionali come la National Gallery di Londra e quella di Washington. Il suo nome è Carlo Crivelli..googolate, non ve ne pentirete.

 

Alla prossima settimana!

 

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I spent last days between working and some bottle of wines. But before you think I’m an alcoholic, in my defense let me say that it was a period full of celebrations and anniversaries: september is the time of year that is used to re-establish the relationship after summer.

In this sort of oenological happening, I must say I was impressed by one bottle in particular and, while I was drinking it, a territory returned in my mind, one that I like and where I’m sorry I’ve not returned this year: the Piceno, a wonderful land of hills from Ascoli to the Adriatic Sea.

This bottle is produced by a winery that is also a pride of territory, as well as beautifully managed all female, Tenuta Cocci Grifoni in Ripatransone (AP).

I drank their Rosso Piceno Superiore DOC Le Torri (55% Montepulciano, 45% Sangiovese), vintage 2012, proud and elegant representative of its tipology.

Its persistent taste left me a great desire to come back and already I’m looking forward because, beyond its food and wine delights, the Piceno has also many stories of art to tell: for example you will risk to come across in some work by a 15th century eccentric artist, born in Venice, lived in the Marche, but his paintings you can find today especially in the famous international museums like National Gallery in London or Washington. His name is Carlo Crivelli..check on google, you will not regret it.


Cheers!

Il taccuino #3 i Corsini

Metti una cena a Firenze in un bel locale Oltrarno, a pochi passi dalla Basilica di Santa Maria del Carmine con i suoi splendidi affreschi di Masaccio e Masolino. Come ogni città d’arte, specialmente d’estate, la sera il fascino è se possibile ancora maggiore: forse perché magicamente sparisce una buona parte dell’orda turistica o forse per la magia dei riflessi delle luce sullo specchio immobile del fiume. Comunque sia, la cucina fiorentina è sempre deliziosa (per la cronaca ho preso un eccellente piatto di pici con lampredotto e trippa e un peposo) e il vino chiaramente, visto che siamo a pochi chilometri dalla zona del Chianti Classico, è eccellente: ho scelto Le Corti Principe Corsini, annata 2015. Si tratta di una bottiglia prodotta dai discendenti dell’antica famiglia nobiliare toscana i cui vigneti si trovano in San Casciano Val di Pesa. E qui, ecco il gioco di rimandi, iniziato con lo stemma araldico sull’etichetta e proseguito subito dopo cena, con una suggestiva passeggiata notturna che mi ha portato davanti il bellissimo Palazzo Corsini sul Lungarno, capolavoro del seicento fiorentino. Un fil rouge che poi mi ha condotto a Roma, in un pomeriggio di settembre, a visitare quello scrigno di tesori, poco conosciuto dai turisti, che è la Galleria Corsini: si tratta della residenza romana della famiglia, acquistata al tempo dell’elezione a pontefice di un membro della famiglia, Lorenzo, conosciuto poi come Clemente XII.

La storia, l’arte e il vino che si intrecciano. Una bellezza diffusa, tipicamente italiana. Concedetevi il piacere di scoprirla. Alla prossima settimana!

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A few nights ago, i had a dinner in Florence, a nice restaurant in Oltrarno, near the church of Santa Maria del Carmine and its wonderful frescoes of Masaccio and Masolino.

Like any city of art, especially in summer time, the charm in the evening is more, if possible: perhaps because the horde of tourists disappears, or perhaps for the magical reflections of the lights on the mirror of river’s water. Anyway, the tuscan cuisine is delicious (i ate an excellent dish of “pici” with “lampredotto” and florentine tripe and “peposo”, local meat stew with pepper) and the wine, we are near the Chianti Classico area, of course, is very good: i chose a bottle of “Le Corti” Principe Corsini, vintage 2015. It’s a wine produced by descendants of the noble tuscan family, whose vineyards are in San Casciano Val di Pesa (north Chianti Classico area). And here started a game of references with the heraldic crest of the label that continued walking after dinner in front of Palazzo Corsini at Lungarno, XVII century florentine masterpiece. A fil rouge that brings me in Rome, in a september afternoon, visiting Galleria Corsini, an unknown treasure chest: the roman house of the family, bought when Lorenzo Corsini became Pope Clemente XII.

The history, the art and the wine that interwines. A surrounding beauty, tipically italian. You allow yourself the pleasure of discover it.

 

To the next week!

Il taccuino #2 sapori di Romagna

Ultimi scorci d’estate in questo week end romagnolo: in un clima festante per l’invasione dei tifosi del motomondiale, che si sono scolati ettolitri di birra, ho avuto la possibilità di assaggiare ottimi vini autoctoni.

Una piacevole scoperta è stata quella del pagadebit (chlè ora) nome locale del bombino bianco: ho avuto modo di provare Strati, prodotto dall’azienda Enio Ottaviani. Abbinato con una pregevole frittura di calamari si è dimostrato un vino di qualità.

Questa ottima bevuta mi induce due riflessioni: la prima è che Ottaviani si sta confermando come una delle realtà vinicole più importanti del territorio, dosando in maniera adeguata tradizione e innovazione (lo staff è molto giovane).

La seconda riguarda invece la Romagna: un luogo straordinario di cultura e di divertimenti, con il plus della leggendaria accoglienza romagnola. È possibile che non si riesca ad inserire nel cartellone degli eventi estivi in riviera, un evento dedicato alla valorizzazione del patrimonio enologico della regione? Detto in altre parole, non c’è proprio modo di valorizzare il Sangiovese a dispetto del rum e cola e dello spritz che invece vanno per la maggiore tra i turisti? Un po’ come se andassimo in Toscana e invece del Chianti prendessimo un Gin Tonic.

Alla prossima settimana!

Ps. il nome pagadebit (chlé ora) è un’espressione dialettale che significa paga i debiti: questo perché il bombino è un’uva molto resistente che garantisce risultati anche in annate negative. Questo consentiva ai contadini di pagare i debiti dell’anno precedente.
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Last days of summer this weekend in Romagna: in a festive atmosphere for the invasion of the MotoGP fans, who drank hectoliters of beer, i could taste some good local wines.

A pleasant discovery has been pagadebit (chlè ora), local name of white Bombino: i tasted Strati, by Enio Ottaviani. Combined with a fine fried of calamari, it’s a very good wine.

This excellent drink suggest me two personal reflections: the first, Ottaviani it is conferming as one of the most interesting wineries of the territory, mixing in a good way tradition and innovation (the team is very young).

The second personal reflection is about Romagna: it’s an extraordinary place of culture and entertainment, with a plus: the legendary welcome of the local people. Is it possible that they are not to able inserting in the summer events, one dedicated to the promotion of local wine? There is no way to value the Sangiovese instead the ron e cola or the spritz that they have a great appeal between the tourists? It’s a bit like if we go in Tuscany drinking Gin instead the Chianti.

To next week. Cheers!

Ps. the name pagadebit is a local expression meaning “pay the debts”: Bombino is a strong variety of grape ensuring good results even in negative vintages. So, the farmers could pay their debts.

Il taccuino #1

Il mese di settembre è sempre un periodo speciale per il vino: è il tempo della vendemmia, un miracolo della natura che ogni anno si ripete e ci dona il prezioso nettare.

Ed è anche un momento importante per molte persone che riprendono le loro attività dopo la pausa estiva (quelli che hanno avuto la fortuna di goderla). Solitamente è il tempo delle promesse fatte a se stessi, dove si fissano gli obiettivi da perseguire o si decidono cambiamenti, più o meno radicali, inseguendo un po’ di felicità.

E allora quest’anno proviamo ad aggiungerne una: promettiamo a noi stessi di dedicare più tempo alla bellezza dell’arte e alla condivisione del piacere del vino con le persone cui vogliamo bene.

Da oggi inizia il nostro racconto settimanale attraverso questo spazio: scriveremo storie, e impressioni che ci hanno colpito durante la settimana. Il taccuino, per gli artisti del Quattrocento, era particolarmente importante perché rappresentava lo spazio per fissare le proprie idee e fare pratica nel disegno.

La prossima settimana, torneremo a parlare di arte e di vino e di bellezza.

Buona settimana
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September is a special time for wine: is the harvest time, a miracle of nature that is repeated every year giving us the precious nectar.

But it’s a special time for many people too, that restart their activities after summer break (who has been lucky to enjoy. Usually the period of the promises made to themselves, setting new goals and deciding changes, more or less radical, pursuing a bit of happiness.

So, this year, we should try to add one more: promise to ourselves that we’ll dedicate more time to beauty of art and sharing the pleasure of wine with the persons we love.

From today onwards we start a weekly novel: we’ll write the stories and the impressions that will affect us. Il taccuino (the notebook) was very important for the artist of XV century: they notes their first ideas and they made practice whith drawing.

Next week we’ll be back to tell about art and wine and beauty.


Have a good week,